La battaglia di Hacksaw Ridge

Hacksaw Ridge segna il ritorno alla regia del premio Oscar Mel Gibson ventuno anni dopo Braveheart e dieci dal discusso Apocalypto, suo ultimo film da regista successivo al contestato La passione di Cristo.

Filtrando un messaggio pacifista sotto un muro di sangue, fuoco e mitragliate, con La battaglia di Hacksaw Ridge il sessantunenne regista australiano ci racconta la vera storia di Desmond Doss che durante la battaglia di Okinawa, una delle più feroci della seconda guerra mondiale, salvo’ 75 uomini senza sparare un solo colpo.

Candidato a 6 Premi Oscar  e accolto come “la rinascita” di Gibson, Hacksaw Ridge nasconde dietro al macello della carne un forte messaggio pacifista mostrando senza filtri la crudeltà, l’orrore e la barbarie senza senso della guerra.

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Resident Evil: The Final Chapter

Da quando uscì il primo film per la prima volta nel 2002, Resident Evil è una di quelle saghe da cui difficilmente riesco a disaffezionarmi o a volergli male. Vagamente ispirata all’omonimo videogioco, la saga, inaugurata 15 anni fa dalla coppia Anderson-Jovovich, ha generato nel corso del tempo 5 sequel e un incasso complessivo di un miliardo di dollari in worldwide (dati: boxofficemojo).

Il primo, ormai cult, episodio si rivelò un onesto action/horror in cui dentro c’era praticamente di tutto: misteriose corporazioni, laboratori sotterranei, esperimenti segreti, trappole mortali, zombie e mostruosità assortite e a metà prezzo. Elementi tutti spalmati decorosamente in un’ora e quarantacinque minuti di spensierato intrattenimento. E seppure la qualità dei sequel scemava insieme alla progressione numerica dei titoli, Resident Evil è riuscito dove altri film, tratti da videogiochi o no, hanno fallito.

Ma come tutte le cose belle, anche Resident Evil doveva finire prima o poi… oppure no?

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Oscar 2017: pronostici, sfide e curiosità

oscar cover

L’astro nascente della fantascienza Denis Villenueve alla sua prima candidatura all’ Oscar contro il redivivo mostro sacro Mel Gibson già insignito del prestigioso premio nel 1997 con Braveheart (tra cui Miglior Regia e Miglior Film). Arrival, uno sci-fi attuale e splendente, contro La battaglia di Hawksaw Ridge, dramma storico dal forte messaggio politico.

Casey Affleck, splendido protagonista di Manchester By The Sea alla seconda nomination, contro un sorprendente Andrew Garfield che, nominato per La battaglia di Hawksaw Ridge e forte anche della superba performance in Silence di Martin Scorsese, il grande escluso di questa notte, potrebbe riuscire facilmente nell’impresa di portarsi a casa la statuetta. Più difficile la situazione per la sua fidanzata Emma Stone che si trova forse nella categoria più difficile dell’anno: contro di lei per l’Oscar alla Migliore Attrice Protagonista troviamo Isabelle Huppert (Elle), Natalie Portman (Jackie), l’onnipresente Meryl Streep (Florence) e la sorprendente Ruth Negga che nel Loving di Jeff Nicholson regala una performance perfetta.

Nicholas Brittel (Moonlight) si scontra con Justin Hurwitz (La La Land), per la Migliore Colonna Sonora ma Mahershala Ali (Moonlight) Vs. Dev Pattel (Lion) nella categoria Miglior Attore Non Protagonista potrebbero essere entrambi solo due delle sorprese che questa 89ª notte degli Oscar potrebbe regalarci. Anche in riferimento all’attuale situazione politica degli Stati Uniti.

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MEG: milioni cinesi per lo shark-movie della Warner Bros

Dopo venti anni passati nell’inferno del Development Hell, MEG è ormai realtà.

Rimbalzato continuamente da una casa di produzione all’altra, diversi registi tra cui Jan De Bont quando i diritti erano in mano alla New LineGuillermo Del Toro nel momento Disney, fino al recente Eli Roth, assunti e subito fatti fuori fino all’arrivo dall’attuale proprietaria Warner che ha deciso di affidare la regia a John Turteltaub e assoldare come protagonista Jason Statham. Ma cosa ha convinto la Warner a puntare sul piatto la bellezza di 150 milioni di dollari per uno shark-movie?

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Split di M. Night Shyamalan

Incredibile come in Split -e dopo una carriera che dire altalenante è poco- M. Night Shyamalan riesca ancora a sorprendere lo spettatore e colpirlo duro allo stomaco come già aveva fatto con i titoli appartenenti a quella che si potrebbe definire la “Tril(lher)ogia perfetta”; Il Sesto Senso, Unbrekable e Signs. Tre film, con tre storie completamente diverse e staccate l’una dall’altra ma comunque tutti legati dallo stesso legame che collega i fenomeni soprannaturali ai vari gradi di traumi fisici e psicologici che affliggono i suoi personaggi.

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